Comunicato Stampa
Unione Artisti
UNAMS

Incontro Amministrazione sindacati su ex Istituti musicali pareggiati - di Dora Liguori

Comunicato Stampa

Rif. 032
27-04-13

Il 24 Aprile si è svolto, presso il Gabinetto del Ministro, presente la Dott.ssa Bono e il Dott. Civello, il previsto incontro con i sindacati per un confronto sulla drammatica situazione degli ex Istituti musicali pareggiati.

In sintesi l'Amministrazione ha riferito che, per venire incontro all'emergenza di molti degli Istituti in oggetto, è stato presentato un emendamento che, con lo stanziamento di 4 milioni (una tantum), dovrebbe costituire, nell'immediato, un risanamento della drammatica emergenza creatasi.

Inoltre, sempre nel corso dell'incontro, è stato riferito che, a breve, sarà presentato un emendamento che in parole povere andrebbe a ricalcare la logica di quell'emendamento che, già proposto nell'ultima finanziaria (patto di stabilità) dai senatori Vita-Latronico, tanto fece arrabbiare i colleghi precari della 143. Emendamento che, inoltre, venne attribuito da qualche “brava persona” per cavarsi dagli impicci, ad una iniziativa UNAMS. Premesso che l'UNAMS non avrebbe mai suggerito un emendamento che nasceva morto perché privo di copertura finanziaria, ugualmente il sindacato non avrebbe neppure mai sponsorizzato il medesimo per una lealtà di comportamento verso i precari della 143, lealtà sempre riconosciutaci da tutti, Parlamento compreso.

I latini dicevano: “cui prodest?”. E infatti l'emendamento con tutta probabilità era utile e doveva fungere da copertura per chi, avendo promesso tutto a tutti, tentava di addossare le mancate promesse e relative mancate soluzioni al Parlamento.

Insomma, la persona in questione, trovandosi al limite di una scelta tra stabilizzazione dei precari e statizzazione del personale degli ex Istituti pareggiati, avendo promesso i medesimi posti ad entrambi, non sapendo come uscirne, ha passato la palla al Parlamento.

Era facile comprendere l'arcano; ma è anche vero che quanti attendono una stabilità di lavoro sono pronti a credere a tutto. Personalmente mi sento di dire che non è questo il modo per tutelarsi davvero. A esagerare con la credulità si viene facilmente strumentalizzati dai soliti furbi; inoltre, il “credere, obbedire e combattere”, dovrebbe essere anche passato di moda.

Purtroppo la logica di determinati precari mi ricorda la logica che guidava le parole di un pover'uomo del mio paese, il quale, comunista convinto (erano gli anni '50), trovandosi nella necessità, aveva dovuto avanzare richieste pressanti d'aiuto al suo partito il quale, però, dopo una serie di promesse inutili, aveva finito col nemmeno più rispondergli. E quando alcuni, tentando di farlo ragionare, andavano a rilevare questo comportamento, il poveretto, pur di non sconfessare il citato partito, rispondeva, a giustificazione del persistere della sua fede, che non era vero niente; anzi il partito gli aveva fatto invece ottenere addirittura la casa. Ovviamente, il poveretto, la casa se l'era comprata con i suoi risparmi e tante cambiali che stavano finendo per strozzarlo; ugualmente, non intendeva smentirsi e, con l'avanzare degli anni, a una tale “panzana”, finì col crederci persino lui. Quel pover'uomo è morto povero e i suoi nipoti, la storia, la raccontano ancora!

Tornando all'emendamento che dovrà essere riproposto, pare che esso, nella sua “generosa” stesura, contempli, usando il sistema del turn-over, una statizzazione, con immissione stabile nelle relative cattedre attualmente libere, dei docenti degli ex istituti pareggiati (istituti che si preconizza dovrebbero mutarsi in sezioni staccate degli attuali Conservatori), unitamente alla sistemazione degli attuali precari (143 e delle graduatorie d'Istituto). Pertanto, i colleghi interessati, saranno baciati dalla fortuna se riusciranno a sbrigarsela in vent'anni!

E, a parlare di vent'anni siamo ottimisti perché, se si conta che ogni anno i pensionamenti sono scarso un centinaio (destinati a diminuire nel numero per effetto dell'allungamento dei tempi della pensione) e i richiedenti alla stabilità (doceti ex pareggiati, precari 143 e precari graduatorie d' istituto) circa duemila... per fare i conti non occorre l'impegno di un matematico.

A questa considerazione temporale occorre aggiungere anche il pasticcio generale che si andrà a creare... senza contare i problemi della seconda fascia che, una volta innescato un sistema del genere, non avrà più alcuna speranza di soluzione. Ma si sa, quando l'emendamento erroneamente era stato attribuito all'UNAMS, i precari della 143 hanno gridato allo scandalo, ora che verrà invece riproposto con il beneplacito della triplice, il medesimo diverrà una “mano santa”!

Questa in sintesi lo scenario illustratoci, qualcosa che non trova condivisione alcuna da parte dell'UNAMS. Infatti, il sindacato ribadisce la sua ferma convinzione che, quanto proposto, non sia affatto il sistema giusto per risolvere le aspettative di tutti, bensì, come più volte detto, il sistema ottimale per tenere tutti, e a lungo... sulla corda. L'esatto perseguimento di un piano del quale non vogliamo essere affatto complici!

Se poi gli interessati, per credere, aspettano che siano gli altri sindacati a dare ragione all'UNAMS... ebbene la richiesta mi pare molto poco attuabile!

D.L.

P.S.
Pur avendo preso visione dell'emendamento e non essendoci stato consegnato, al momento, non siamo in grado di pubbicarlo.
Lo faremo non appena ci verrą consegnato.