Unione Artisti
UNAMS

Il Governo vara la riforma dell'Istruzione Secondaria Superiore (Licei Musicali)

Convocazione Ufficiale

Rif. 011
08-02-10

Il Governo vara la riforma dell'Istruzione Secondaria Superiore (Licei Musicali)

Il Consiglio dei ministri in data 4 Febbraio ha dato il via libera definitivo alla riforma dell'istruzione secondaria superiore, che entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico per le prime classi

I licei diventeranno 6: classico, scientifico, linguistico, artistico, musicale e delle scienze umane. Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 negli anni successivi con alcune eccezioni (nel liceo classico negli ultimi 3 anni sono previste 31 ore per rafforzare la lingua straniera; nell'artistico fino a 35 ore e nel musicale fino a 32 ore).

Per gli istituti tecnici sono previsti 2 settori, economico e tecnologico, e 11 indirizzi. Tutti gli attuali corsi e le relative sperimentazioni confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento. L'orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti (ora sono 36 ore di 50 minuti).

Negli istituti professionali si passa a 2 macro-settori, servizi e industria/artigianato, e 6 indirizzi, con un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione (ora 36). Il percorso è articolato in due bienni e un quinto anno.

Per quanto attiene il costituendo liceo musicale non possiamo che accogliere con favore l'iniziativa del Ministro Gelmini che va a costituire un segmento, attualmente mancante, del percorso della Formazione Musicale. Appare chiaro, però, che sarà sull'attuazione di detti licei che si giocherà anche il futuro dei Conservatori, non essendo ipotizzabile un “monstrum” che contenga l'intera formazione musicale dalle elementari alla laurea, qualcosa di talmente assurdo che non trova riscontro in nessun altro Paese del mondo.

Pertanto riteniamo, come logica vuole, che quanto prima il Ministro emani norme per la creazione di apposite classi di concorso relative alle materie musicali. Questo provvedimento aprirebbe prospettive di lavoro per i tanti nostri bravissimi diplomati rendendo, tra l'altro, meno frustrante la situazione dei musicisti italiani.